Che bella domenica mattina!                                                   13 luglio 2014                                                                                                                                                   Domenica, … è un po’ tardi, ma non ci sono ospiti ed il tempo è coperto, quindi non moriremo di caldo.

“Facciamoci una passeggiata in bicicletta”. Andiamo in macchina fino a Scurcola, facciamo un po’ di spesa dal nostro amico contadino Goffredo, con il furgoncino rosso, che ha le patate novelle. Parcheggiamo vicino il convento S.Antonio di comunità incontro, tiriamo giù le bici e andiamo. Una bellissima strada, frequentata pochissimo, un po’ asfaltata un po’ sconnessa, in mezzo ai campi coltivati e non … arriviamo subito a fonte Arnici, restaurata da poco.

Purtroppo anche qui notiamo che c’è un punto dove hanno bruciato rifiuti… speriamo almeno non la plastica…

Proseguiamo attraversando la campagna; arriviamo vicino Villa San Sebastiano, incontriamo qualche lento trattore e poi Fabrizio un giovane imprenditore, che ha deciso di fare il contadino- pastore. Facciamo due chiacchere, ma poi lui va via, perché deve “ricacciare” le pecore.

Si annuncia un temporale con vento e tuoni. Intanto arriviamo a Tagliacozzo, non piove.

In piazzetta, andiamo a trovare degli amici che hanno un negozio “La luna nel pozzo” di ceramiche,legno decorato (oggetti realizzati a mano da loro) ed altro. Troviamo Tonia. Due chiacchere anche con lei.

Decidiamo di tornare a casa, è quasi ora di pranzo. Stessa strada al contrario. In tutto 26 chilometri …

Che bella domenica mattina!

 

... dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior  ...(Fabrizio De André)

 

POESIA:      Pensieri in Valle                                           

Passano le capre

Le pecore e i pastori

Passano gli anni

Sbocciano gli amori

L’amore per i monti

Per i fiori e gli animali

La natura sopravvive agli uomini e ai suoi mali

I piccoli son nati: aspettano la vita

I grandi dove sono? Gliel’hanno già rubata

Cerchiamo di fermarci

Viviamo in sobrietà

Ricordiamoci ogni giorno

Che un’altra terra non ci stà

Antonella (Rosciolo, 28 settembre 2012)

 

 PARLIAMO DI ORTI ... ma mica è così facile ...in ogni caso la mia insalata me la coltivo  da sola

POESIA:    Il mio orto

Il mio orto sta dormendo 

Non riesce a prosperare 

Non mi va proprio di arare 

Preferisco rinunciare! 

Chiamerei tutti gli amici 

Che mi aiutino a zappare 

Non si trovano quel giorno 

Sono andati tutti al mare! 

Se avessi una capretta 

Mangerebbe tutta l’erba 

E farei dell’orticello un giardino bello bello! 

Pianterei solo dei fiori 

Ma di tanti bei colori 

Per chiamare le farfalle 

Rosse, verdi, azzurre e gialle!

 

Rosciolo 29 settembre 2012 (Antonella)

 

Rosciolo, 15  giugno 2014

 

E anche quest’anno … piove, piove e piove!!! E come si capisce dalla poesia ho qualche difficolta' 

Niente orto, non ci riesco, crescono solo le infestanti!!!  E poi sono solo una ex cittadina! (anche se ormai sono ex da un pezzo) 

E allora come me la cavo?  Ho deciso di fare un orto in un vaso … anzi in una vasca. 

Il mio amico Paride, nella casa della sua mamma, che ora non c’è più, aveva una vecchia vasca da bagno con i piedi destinata alla discarica. Idea … me la sono fatta regalare ed ora ci stanno crescendo pomodori e melanzane … ed è pure carina! (onore alla sua mamma)

… e in una grande cassa di legno, costruita dagli amici tedeschi, crescono: insalata, basilico, sedano, porri, prezzemolo etc.

e resisto!

 

 

                                                                                                                                             

20 GIUGNO ore 18  PIZZA al posto di:   Italia - Costa Rica

 (leggete …)

 

Mi trovo  d'accordo con Don Aldo  (prete d'assalto secondo alcuni...vero prete secondo me)

 

potremmo bere acqua invece di coca cola (minuscolo per scelta), che ci fa’ pure meno male, anzi direi che ci fa bene e ce ne dovrebbe essere per tutti GRATIS! L'acqua, non la coca cola.

 

… e se spegnessimo la televisione durante la coppa del mondo?

 

… e se  magari in occasione delle partite importanti decidessimo di fare una bella passeggiata, una cenetta con gli amici o una partita di calcetto?

 

Per scelta …

 

Antonella

 

---------- Messaggio inoltrato ----------

 

Da: Aldo Antonelli <Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. >

 

Date: 10 giugno 2014 17:19

 

Oggetto: I: Coppa del Mondo e popoli indigeni: il lato oscuro del Brasile

 

“E CONTINUANO A PRENDERMI IN GIRO PERCHE NON BEVO

 

COCA-COLA

 

SE CONTINUATE A DARE SOLDI AGLI ASSASSINI, NON LAMENTATEVI

 

POI SE GLI ASSASSINI SONO DIVENTATI I PADRONI DEL MONDO!

 

E' CON IL VOSTRO CONCORSO!

 

LADRO CHI RUBA E LADRO CHI REGGE IL SACCO.

 

ASSASSINI COLORO CHE UCCIDONO E ASSASSINI COLORO CHE LI FINANZIANO!

 

Per favore e leggetevi e diffondete questo comunicato!

 

Aldo”

 

COMUNICATO STAMPA DI SURVIVAL INTERNATIONAL

 

5 giugno 2014

 

*Coppa del Mondo e popoli indigeni: il lato oscuro del Brasile*

 

L'home page del sito di Survival invita a scroprire il 'Lato oscuro del Brasile'.

 

I due giovani sono una coppia Guarani-Kaiowa e vivono accampati sul ciglio di una strada nei pressi di Dourados.

 

Il logo della Coppa del Mondo imperversa ovunque e FIFA e Coca-Cola promuovono l’evento utilizzando l’immagine di un Indiano sorridente accompagnata dalla scritta Benvenuti alla Coppa di tutto il mondo.

 

Dato il coinvolgimento di Coca Cola  nell’accaparramento di terra  che porta morte e miseria al popolo indigeno più numeroso del Brasile, i Guarani,…

 

…I Guarani, che vivono nel cuore agricolo del Brasile meridionale, sono stati derubati di gran parte delle loro terre per far spazio ad allevamenti e piantagioni di canna da zucchero, e i loro leader vengono regolarmente attaccati e uccisi. Costretti con la forza a lasciare le proprie terre, oggi vivono in squallidi accampamenti ai margini delle strade o in riserve sovraffollate, dove dilagano alcolismo,violenze e malattie…

 

Noi ci appelliamo non solo a Coca Cola, ha aggiunto oggi Francesca Casella, direttrice di Survival International Italia, ma anche a tutti i protagonisti e a tutti gli spettatori della Coppa del Mondo. Basta scalfire leggermente la superficie della sua immagine patinata, per veder emergere il lato oscuro del Brasile quello dimenticato dall’immaginario comune,ovvero il trattamento scioccante riservato ai primi abitanti del paese.

 

Gli stadi di calcio sono costruiti sui territori indigeni e la recente ricchezza del paese  deriva dallo sfratto degli Indiani e dal furto delle loro terre.

 

 E, come se non bastasse, oggi il governo e i proprietari terrieri stanno progettando di aprire i loro territori a grandi progetti industriali per impadronirsi anche delle terre che gli indigeni sono riusciti a conservare fino ad oggi.

 

I Guarani e le altre tribù del Brasile hanno bisogno del sostegno dell’opinione pubblica perché stanno pagando con la vita il prezzo del boom economico del paese.

 

Il genocidio dei popoli tribali ormai è diventata una delle crisi umanitarie più urgenti del nostro tempo.

 

*Per leggere la storia online:

 

http://www.survival.it/notizie/10274

 

Survival International aiuta i popoli indigeni di tutto il mondo a proteggere le loro vite, le loro terre e i loro fondamentali diritti umani. Fondata nel 1969,quest’anno celebra il suo 45° anniversario. http://www.survival.it

 

Leggete anche :http://comune-info.net/2014/06/copa-do-mundo-2/

 

Avete letto? Vi siete informati? Allora faccio una proposta …

 

Il 20 giugno, alle 18  c’è la seconda partita dell’Italia (la prima è a mezzanotte … dormo!), è venerdì …

 

Vogliamo farci una pizza insieme qui da noi? (farci significa proprio farci: cioè impastare, infornare e stare insieme)

 

Non abbiamo la televisione e siamo lontani dal paese …

 

Niente partita, niente coca cola, solo la buona acqua di sorgente di Santa Maria in Valle e magari un goccetto di vino

 

Se venite fateci sapere … noi vi aspettiamo  (cell.3475220664)

 

 

“IN BOCCA AL LUPO”                                                           

Non tutti conoscono la bellezza del significato del modo di dire "in bocca al lupo".

L'augurio rappresenta l'amore della madre-lupo che prende con la sua bocca i propri figlioletti per portarli da una tana all'altra, per proteggerli dai pericoli esterni.

Dire 'in bocca al lupo' e' uno degli auguri più belli che si possa fare ad una persona.E' la speranza che tu possa essere protetto e al sicuro dalle malvagità che ti circondano, come la lupa protegge i suoi cuccioli tenendoli in bocca.

                                                      Quindi si risponde “grazie di cuore”

da: SEMI DI MELA - Maggio 2014

 

Rosciolo , Santa Maria in Valle Porclaneta, 8 aprile 2014

Finalmente a cena a casa nostra, il cuoco e tutta la sua banda, del nostro ristorante preferito la  Locanda dell'Arco 

a Rosciolo de’ Marsi, paesello arroccato davanti il Monte Velino!

Se girate per il Paese, vicino la chiesa di Santa Maria delle Grazie, vedrete un cartello “discreto” che indica il Ristorante in una viuzza, dove tra una casa e un tetto diroccato, c’è incorniciato il Monte Velino.

Piccola, curata, elegante e familiare nello stesso tempo, questa locanda sarà una vera sorpresa in un posto così.

Ed ecco, ieri sera, dopo mangiato, ho ricevuto i complimenti di Luca, eccellente cuoco della Locanda dell’Arco, e di tutta la sua famiglia.

Io vi consiglierei di passare a trovarli… spesso oltre l’ottima cena, quando ha tempo e buon umore, Luca vi racconterà tanti aneddoti con una mimica ed una simpatia che vi farà crepare dal ridere.

 

Pasta Madre                                                              

  

Ormai è il mio appuntamento settimanale, che solo raramente salto.

Impastare una buona farina, con acqua di fonte e un lievito madre molto antico.

(molti anni   fa ,quando ce l’hanno  regalata ci hanno detto che aveva più di 100 anni e veniva dalla Spagna. Questa storia mi ha affascinato e a mia volta, l’ho fatta circolare il più possibile tra tutti quelli interessati che passavano da casa )

Poi  energia, pazienza e calore e dopo molte ore di lievitazione, un bel forno caldo... 

Un profumo delizioso che si spande per tutta casa!

Più o meno è quello che cerco (un po’ da presuntuosa) di fare della mia vita.

Essere come la pasta madre!

Ma essa va nutrita, spesso, altrimenti perde energia e muore.

Per nutrirmi ho bisogno  di natura, di libri, di amici … e soprattutto di condividere quello che faccio.

Per questo ho deciso di scrivere questa pagina. Non mi piacciono molto i blog, quindi  se volete scrivermi potete farlo sulla mia e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

Io mi ribello così                                                   

 

Abito in un posto “naturalmente” bellissimo, quindi mi sento molto fortunata.

Ho dei cani, dei gatti, delle galline un gallo e tanti altri animali selvatici che circolano intorno a casa e che mi danno molta gioia.

Entro in un grande supermercato il meno possibile… praticamente mai; (e comunque se capita faccio la “radiografia” al prodotto che vorrei comprare e spesso ci rinuncio).

Quando è necessario, scelgo piccoli negozi.

Produco tutto ciò che mi è possibile (insieme ad amici: pane, pasta, biscotti, dolci,vino, birra, liquori, passata, marmellata, sapone, qualche oggetto…quindi pochi rifiuti…niente imballaggi)

Le materie prime le compro (se occorre) localmente e possibilmente bio (del certificato però non me ne importa niente; ciò che conta è conoscere e fidarsi del produttore/amico)

Cerco di far conoscere a tutti, ciò che so fare e nello stesso tempo cerco di imparare da altri ciò che non so fare.

Metto a disposizione tutte le volte che posso, la mia casa, il mio tempo, i miei libri, le mie capacità, per condividerle con chi ha i miei stessi obiettivi oppure sta cercando una vita “diversa”.

Non mangio carne per rispetto degli animali e di me stessa.

Uso la macchina solo quando è strettamente necessario… (altrimenti a piedi o con i mezzi pubblici …qui siamo in montagna e con la bicicletta non ce la faccio)

I miei tempi sono rallentati …prima lo vedevo come un difetto … adesso come un pregio

Amo annoiarmi ogni tanto e quando capita cerco di non sentirmi in colpa

Prima, questo “ribellarmi” mi sembrava faticoso … ora mi sembra “la mia vita”. 

 

Roma, 7 marzo 2014                                  

 

"... vengo da tre giorni a Roma, doveSmile.jpg

finalmente sono riuscita a stare con P. qualche ora.

Non è cambiato niente! Tra di noi intendo.

Lei è sempre lei ... con una flebile voce un po' affannata, ma con la sua anima, il suo

cuore, il suo cervello, il suo coraggio.

E poi i capelli a posto, una mascherina di bellezza, due grossi orecchini

luccicanti e soprattutto il suo ottimismo (lei dice che un

po' l'ha perso ... ma secondo me non è così). Questo ho

imparato da P. in questi anni.

Avremmo potuto parlare di malattie, di dolori, di problemi

economici ... ce le avevamo un po' tutte, invece abbiamo

parlato di sogni. I suoi, i miei, dei nostri figli. E ti

accorgi di quanto sei fortunata ad avere un'amica così da

46 lunghi anni.

Mi ha insegnato a vivere giorno per giorno prendendo quello

che c'è di buono ...

questo sì che è un tesoro!"

 

 

I miei (zero) rifiuti ... Dal sito” www.massimodemaio.it”  2012

 

 

E’  un venerdì di una settimana europea per la riduzione dei rifiuti.
Sono le sette. Fuori nevica. Mi alzo a fatica.

 

Oggi a Roma abbiamo una conferenza. Si parla di come ridurre i rifiuti nella Capitale.
Mi alzo e mi lavo con il sapone fatto in casa con l’olio d’oliva. Me lo ha regalato Mario.
Zero imballaggi, zero rifiuti.

 

Per fare la barba uso la lametta dei barbieri, il pennello e il sapone fatto in casa.
Pelle liscissima, e solo una lametta da riciclare. Di purissimo acciaio.
Faccio colazione con il latte acquistato alla spina. La bottiglia di vetro è mia e la riutilizzo.
Zero rifiuti.

 

Mangio una crostata e dei biscotti fatti in casa.
Nessun imballaggio, zero rifiuti.

 

Anche la marmellata è fatta in casa con le castagne raccolte nel bosco a un paio di chilometri da casa.
Il barattolo è sempre lo stesso: zero rifiuti.

 

Lavo tazze e cucchiai con detersivo acquistato alla spina.
Zero flaconi, zero rifiuti.

 

Lo spazzolino che uso per lavarmi i denti ha la testina intercambiabile.
Semplicemente, meno rifiuti.

 

Il tubetto del dentifricio che ho acquistato non era infilato in una inutile scatola di cartone.
Meno imballaggi, meno rifiuti.

 

Mi vesto. La camicia che indosso si era consumata solo sul collo. L’ho fatto girare dalla sarta.
Sembra nuova, zero rifiuti.

 

Vado in treno a Roma. Per pranzo mi porto un panino avvolto in un tovagliolo di stoffa.
Molto buono, zero rifiuti.

 

Quando vado a Roma ho sempre con me la mia borraccia. Dentro c’è l’acqua del sindaco.
Più controllata, zero rifiuti.

 

Arrivo a Roma. Per strada riempio di nuovo la borraccia da un “nasone”.
Sul cellulare ho il GPS e la mappa per individuare la fontana più vicina.
Molta tecnologia, zero rifiuti.

 

La conferenza va benissimo. Roma fa 5 passi avanti verso la riduzione dei rifiuti.
La Comunità di Fare Verde sorride, stanca, ma felice.

 


Soddisfatto, torno a casa e vado a prendere la verdura dall’amico contadino. È stata colta lo stesso giorno, la metto nella cassetta che mi porto da casa e la pago tutta 1 euro al chilo.
Molto conveniente, molto fresca, zero rifiuti.

 

Già che ci sono prendo anche 10 uova, le metto nel contenitore che molto tempo fa conteneva uova del supermercato e che non ho mai buttato via.
Buone da bere, zero rifiuti.

 

Sulla strada mi fermo a prendere il vino. Sfuso. 5 litri in una dama che riutilizzo da molto tempo.
Montepulciano d’Abruzzo, 15 gradi, zero rifiuti.

 

Manca anche il pane, mi fermo dal panettiere e dal cassettino dell’auto tiro fuori la sporta di cotone. Chissenefrega se metteranno al bando i sacchetti di plastica, io sono già pronto.
Zero rifiuti.

 

Finalmente a casa, preparo la cena. Pulendo la verdura produco una sacco di scarti, ma non li butto via. Li metterò nella compostiera in giardino e in primavera avrò ottimo terriccio per l’orto.
La latta dei pelati è di metallo. Sul mercato del riciclaggio vale molto, la separo dagli altri rifiuti.
Pochissimi e quasi tutti riciclabili.

 

Dopo cena bevo un po’ di nocino. L’ha fatto mia madre. La bottiglia è sua e gliela restituirò vuota in cambio di un’altra piena.
Molto alcolico, zero rifiuti.

 

Per smaltire l’alcol scendo giù a buttare la monnezza. Sono 15 giorni che non svuoto i contenitori di carta, vetro, plastica e metalli. Eppure i secchi non sono ancora pieni.
Facendo le scale mi chiedo perchè dovrei pagare la tassa dei rifiuti. Al Comune sto dando quasi solo materiali da vendere alle aziende del riciclaggio.

 


Torno in casa, scaldo il latte e lo metto nella yogurtiera. Stanotte milioni di fermenti lattici lavoreranno per me. Gratis.
1 litro di yogurt, zero rifiuti.

 

È tardi, vado a dormire pensando che rifiuti zero non è poi così difficile.

 

Se fosse per me, la settima per la riduzione dei rifiuti non ci sarebbe neanche bisogno di farla.
E stamattina sarei rimasto altri 10 minuti sotto le coperte.
Se fosse per me, discariche poco e niente.
Se fosse per me, inceneritori neanche a parlarne.
Se fosse per me, la camorra sarebbe già fallita. Almeno nel ramo rifiuti.
Sì, lo so, se fosse per me, anche il PIL non starebbe molto bene.
Ma chi se ne frega. La qualità della vita non si compra al supermercato.